Pick one!

Immaginaci come un banco di dolci o un mercatino di vecchi dischi: scegli quel che ti va e gustatelo. Melogrammi seleziona per te – secondo una logica arbitraria e insindacabile – gli spunti del mese e te li ripropone con una spolverata di zucchero a velo.

Marina’s pick

Storie di ubriachezza (Doppiozero)

C’è un che di filosofico nell’alcol, è un fatto, provate a spiegarne il perché, il perché lo si cerca e lo si usa in quantità, vengono fuori ragionamenti, riflessioni, misteri, antropologie e psichismi, “piccole trascendenze” (Antonio Moresco). In questo articolo dai tratti irriverenti Mauro Portello illustra, oltre a consigliarci due titoli sull’argomento, quanto sia ricca e sorprendente la storia dell’alcol, facendoci provare un sottile e diffuso senso di ebbra esaltazione nel constatare che, nella sostanza organica del nostro primo bicchiere (ma ne seguiranno altri) preso dietro al bancone, si cela un fil rouge tra l’oggi e il lontanissimo ieri.

Federico’s pick

Nick Cave – Issue #57 (The Red Hand Files)

Nick Cave racconta della sua separazione con Pj Harvey. Ben più di mero gossip, poco meno di un confessional poem alla Lowell, Cave ci concede la possibilità di penetrare nell’intimo di una delle coppie più importanti per l’alternative rock della seconda metà degli anni novanta, fra dipendenze ostili, narcisismo a due e comunicazioni interrotte che saranno propedeutiche alla svolta artistica del King Ink con il disco The Boatman’s Call.

“Hi,” I say
“I want to break up with you.”
“Why?!” I ask.
“It’s just over,” she says.
I was so surprised I almost dropped my syringe.

Canzone consigliata da The Boaman’s Call

Cecilia’s pick

Boris Johnson’s love of classics is about just one thing: himself (The Guardian)

Chi si fa cantore delle vecchie, consuete tiritere che annunciano la morte degli studi classici tacerebbe imbarazzato se potesse aprire i cassetti degli uffici di comunicazione di molti gabinetti parlamentari americani ed europei. Nella storia recente sono pochi i leader che non hanno tentato un paragone con Ottaviano Augusto o insistito su un rapporto diretto tra la propria politica e quella di Pericle. Boris Johnson, tra un riferimento al suo passato da studente e un’apparizione pubblica in toga, non è da meno.

Leonardo’s pick

Italo Lupi: “Ho lottato contro la voglia di stupire, anche nella grafica serve la verità” (la Repubblica)

Un segno grafico si protrae sul foglio divenendo un nuovo universo. Per questo, non può esimersi dal portarsi dietro le impronte biografiche e culturali di colui che dirige sguardo, immaginazione e mano. Ben nascoste magari, a volte invisibili, eppure ostinatamente presenti, decantate, lucide. La più profonda sensibilità muove la severa giustezza, nelle realizzazioni di Italo Lupi. E le sue stesse parole si danno come diramazione e riassunto, filtro e catarifrangente, ricalibrazione del presente e accessi mai immaginati prima. Un pensiero che si traduce in mestiere, un mestiere che si traduce in visione, nella costante ricerca di verità «anche nelle cose più trascurabili».

Chiara’s pick

Bret Easton Ellis contro tutti (Rivista Studio)

Da un po’ mi succede di vederci poco: non riesco a leggere il numero dell’autobus che sta arrivando, mi tocca mettermi gli occhiali per vederlo. Un senso ulteriore mi si sta sviluppando, un filo di lana caprina, talmente sottile e difficile da notare che me lo devo appuntare. Questo filo lega Violetta Bellocchio e il suo podcast meraviglioso che ho ascoltato mentre aspettavo il mio abbonamento GTT, un incontro in libreria sul Capitalismo all’assalto del sonno, il mio sonno perso dietro ad uno schermo sempre troppo luminoso. Sono dei momenti di lucidità, in cui vedo/leggo/ascolto la critica ad un sistema che diamo per scontato e per buono e che scontato e buono molto spesso non è. Le cose scomode non sono tranquillizzanti (e il filo di lana lega nella mia testa anche quel Joker che balla sulla scalinata in tanti cinema, in questo momento) ma qualcuno, grazie al cielo, ha il fegato di prendersi tutti gli insulti dopo aver detto la sua.

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